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Lendinara
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mwhgLendinara (mwhwŁendenara in mwiaveneto) è un mwiqcomune italiano di mwig11 523 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjwprovincia di Rovigo in mwkaVeneto.
Contents
• Clima
• Storia
• Medioevo
• Simboli
• Società
• Cultura
• Eventi
• Radio
• Strade
• Ferrovie
• Autobus
• Sport
• Note
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Geografia fisica
Territorio
Lendinara è situata nel nord-est della penisola italiana nella parte medio occidentale del mwlqPolesine ed è attraversata dal fiume mwlgAdigetto, che la divide in due settori. A nord il suo territorio è lambito del fiume mwlwAdige che la divide dalla mwmaProvincia di Padova. Dista dal capoluogo mwmqRovigo mwmg16 km.
Le sue mwnacoordinate geografiche sono:
• secondo il sistema sessagesimale: 45° 5' 6,72” N 11° 36' 2,52” E
• secondo il sistema decimale: 45,0852° N 11,6007° E
• World Wide Locator: JN55TCcite-ref-comuni-italiani-it-4-0[4]
Il territorio è pianeggiante (si va dai 5 ai 18 metri sul livello del mare) e si estende per 55,40mwpg kmmwpw2.
• mwqgClassificazione sismica: zona 4 (Pericolosità sismica molto bassa)cite-ref-5[5]
Clima
Secondo la mwsqClassificazione dei climi di Köppen, Lendinara ha un mwsgclima temperato umido con estate calda (Cfa). Si tratta di un clima temperato con estati calde e talvolta afose e inverni freddi e umidi. Le precipitazioni si concentrano nelle stagioni primaverile ed autunnale.
• mwtqClassificazione climatica: zona E
• mwtwGradi giorno: 2.355cite-ref-comuni-italiani-it-4-1[4]
Frazioni, località e nuclei abitati
Frazioni: Barbuglio, Campomarzo, Molinella, Rasa, Ramodipalo, Saguedo, Treponti.
Località e nuclei abitati: Arzarello I, Arzarello II, Arzarello III, Arzarello V, Barbuglio, Boaria Rosine, Ca' Mignola Bassa, Campomarzo, Canton, Capitello Rasa, Capitello Rasa I, Capitello Rasa II, Capitello Valdentro, Caselle Provinciale, Cavazzana-Santa Lucia, Crosara, Crosara I, Crosara II, Fossello, Lama, Molinella, Pajarola, Ramodipalo Rasa, Rosa-Lendinara, Sabbioni Alti I, Sabbioni Alti II, Sabbioni Centro, Saguedo, San Lazzaro, San Lazzaro Provinciale, Treponti, Viazza, Villanova del Ghebbo-Valdentrocite-ref-6[6].
Origini del nome
Non è ancora stata trovata una spiegazione sicura per l'origine del nome di Lendinara. Affinità etimologiche starebbero a dimostrare l'mwxqorigine celtica. I suoni "L-N-D", infatti, si trovano in molte città fondate dai mwxgCelti. Altre ipotesi affermano l'mwxworigine germanica o mwyaveneta del nome. Secondo queste ipotesi (origine germanica o celtica) il nome risalirebbe al periodo delle invasioni barbariche e significherebbe "terra fortificata". Avrebbe origine, infatti, dal contesto lessicale paneuropeo e prelatino della parola mwyqlandcite-ref-7[7]. Pieri, fa derivare il nome della città dal termine latino mwzghirindine o mwzwhirundine ("rondine") con l'aggiunta del suffisso mwaa-aria. I Lendinaresi attribuirono la fondazione della città all'eroe troiano mwaqAntenore che l'avrebbe fatta sorgere prima di fondare mwagPadova. In questo caso, quindi, il nome inizialmente sarebbe stato "Antenaria". In un documento del mwaw944 di mwbaPapa Marino II al mwbqvescovo di mwbgAdria (Giovanni II?) la città appare con il nome di "Lendenaria". Jacopo Zennari riporta invece il nome "Lentenaria", riprendendolo da una citazione del Bocchi, relativa al documento di papa Marino II, dove parlando del ramo settentrionale dell'Adige si leggerebbe: "itaque… confirmamus… massa Cappaciana [oggi Cavazzana] et Lentenaria una cum silva sua usque in flumen Athicem…"cite-ref-8[8]
Storia
Antichità
Che un primitivo centro esistesse già in mwdgetà romana è dimostrato da numerosi ritrovamenti archeologici, quali urne cinerarie, lapidi, monete, vetri ed anche tracce di opere stradali ed idrauliche. Forse si ebbero insediamenti più antichi perché alcun reperti sembrano derivare la loro origine dal mwdwMedio Oriente.
Medioevo
Il primo documento storico riguardante la città risale all'mweg870, quando il veronese Uberto Cattaneo ottenne dai mwewcarolingi la signoria sul paese, signoria che durò per più di quattro secoli. Già nel mwfaXI secolo Lendinara era "illustre Castello, arricchito di molte fabbriche e torri, colta popolazione", come la definì il Muratori. Il castello era collocato alla sinistra dell'mwfqAdigetto ed era circondato da fortificazioni che contenevano gran parte dell'abitato. Al di fuori delle mura si trovavano, invece, la pieve di Santa Sofia e il convento di San Biagio attorno a cui si andavano formando varie contrade. Lendinara era situata al centro di un territorio molto fertile e i suoi fiumi, mwfgAdige ed mwfwAdigetto, favorivano le comunicazioni. Lo sviluppo fu continuo e rapido con la costruzione di chiese e ville e la presenza di notai, famiglie cittadine nonché di un'organizzazione comunale sviluppata. Ebbe un podestà a partire dal 1225 e fu dotata nel 1321 del primo statuto in mwgaPolesine.
La città venne distrutta da mwggEzzelino da Romano nel 1246 a causa dell'amicizia dei lendinaresi coi mwgwSambonifacio. Dopo questo incendio, un nuovo nucleo cittadino sorse attorno al grande complesso conventuale dei francescani, detto 'San Marco'. Il convento fu soppresso definitivamente nel 1810, come l'mwhaabbazia della Vangadizza di mwhqBadia Polesine. Verso il 1275, per un breve periodo, la città si resse a repubblica. I padovani acquistarono la città nel 1283 e la cedettero poi agli mwhgEste. In questo periodo fu eretto il "Granarone", un grande deposito di vettovaglie. Il castello aveva una torre maestra di cinque piani, e una fossa che circondava tutto il paese, solo un ponte di legno raccordava il centro con la rocca. Quattro porte regolavano l'accesso alla città.
Dopo esser stata venduta ai veneziani, per Lendinara il quattrocento fu il secolo d'oro per la cultura, i numerosi conventi della città ne furono custodi e diffusori. Nacque anche la grande scuola degli artigiani del legno dei Canozi (o Canozio), fra cui eccelse mwiaLorenzo Canozi, autore di lavori in stile mwiqgotico.
Età moderna
Al fiorire congiunto di arte ed economia, seguì una maggiore mwjatutela del territorio reso paludoso dalle frequenti alluvioni. Nel 1495 Lendinara ricevette il titolo di città. L'economia si sviluppò con l'incremento di produzione agricola. Nel cinquecento la città si era allargata ed arricchita di case signorili ed oratori. Nel seicento Lendinara divenne molto attiva e la popolazione, oltre che all'agricoltura, era dedita all'industria della lana e al commercio dei pellami. Il fenomeno culturale portò, nel 1695 alla fondazione della prima stamperia. Nel settecento la città si rinnovò con la ricostruzione di edifici pubblici e privati, mentre le strade e le piazze furono lastricate. Anche la cultura ebbe un grande impulso col fiorire della letteratura e il riemergere della lavorazione del legno. In questo periodo Lendinara fu chiamata "l'Atene del mwjqPolesine".
Tra la fine del Settecento e tutto l'Ottocento la città fu dominata inizialmente dai francesi e successivamente dagli austriaci. Nel mwjw1866 Lendinara divenne a far parte del mwkaRegno d'Italia, ma alla nuova condizione di libertà si contrapposero però delle notevoli difficoltà economiche che spinsero parte della popolazione all'emigrazione verso il mwkqBrasile. All'inizio del Novecento la città ebbe uno sviluppo industriale con la costruzione dello zuccherificio, di una fabbrica di concimi, di uno jutificio e canapificio e di un'industria alimentare. Attualmente l'industria è orientata verso l'arredamento, l'abbigliamento e le calzature pur risentendo della crisi generale di questi settori.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati riconosciuti con decreto del Capo del Governo del 12 luglio 1935.cite-ref-acs-9-0[9]
«D'azzurro, al castello chiuso, merlato e finestrato di due pezzi, torricellato di due, chiusi e finestrati di cinque, in croce di Sant'Andrea; il tutto al naturale. Sulla torre di destra l'immagine della Vergine (così detta del Pilastrello) benedicente, vestita e coronata d'oro e col manto di rosso; sulla torre di sinistra il leone di San Marco (con le ali e col libro aperto) pure d'oro. In capo una corona d'oro a cinque gigli.»
Il gonfalone è un drappo di rosso alla fascia di bianco.
Onorificenze
Menzione onorevole di benemerenza per il terremoto calabro-siculo (1908)
«Al Comune di Lendinara»
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Elenco delle ricompense conferite ai benemeriti in occasione del terremoto calabro-siculo 28 dicembre 1908 con RR. decreti 7 e 21 luglio, 9 agosto, 23 settembre 1910; 23 febbraio, 16 marzo, 27 maggio 1911, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 130 del 30 giugno 1911
Titolo di Città
—
DCG del 28 aprile 1939
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
• mwswSantuario della Beata Vergine del Pilastrello è un santuario mwtamariano eretto in seguito ad avvenimenti miracolosi avvenuti secondo la tradizione nel mwtqXVI secolo, connessi all'acqua di una fonte che dimostrò avere poteri taumaturgici e che è stata deviata all'interno della nuova chiesacite-ref-10[10]. Lo spazio interno della chiesa è diviso in tre navate ed è ritmato da archi a pieno centro che poggiano su pilastri. La chiesa contiene numerosi affreschi e tele tra le quali un'opera di mwugJacopo e mwuwDomenico Tintoretto. Ospita un concerto di 9 campane fuse in anni diversi e inceppate a sistema veronese.
• mwvqDuomo di Santa Sofia. Secondo la tradizione sorse nel 1070 sulle rovine di un antico tempio come oratorio della famiglia Cattaneo. Intorno al 1674 in forte degrado, venne ampliata e restaurata secondo il progetto dell'architetto ferrarese Angelo Santini nel 1760. I lavori si trascinarono finché non venne coinvolto l'architetto lendinarese don mwvgFrancesco Antonio Baccari a cui si deve il progetto della facciata. La chiesa è costituita da tre navate che confluiscono in una larga abside chiusa in alto da una cupola. L'interno è arricchito da numerose opere pittoriche. A fianco del Duomo s'innalza la mwvwtorre campanaria, di ben 92.5 metri, una delle mwwapiù alte d'Italia. Venne realizzata tra il 1797 e il 1857 anch'essa su progetto del Baccari. Ospita un concerto di 8 campane fuse da De Poli in tonalità Do e alcune di queste vennero spaccate per formare cannoni durante l'epoca bellica per poi essere rifuse dopo il termine di quest'ultima.
• mwwgChiesa di San Biagio. Elegante e mwwwneoclassica, risale all'mwxaottocento ma è presente un oratorio dedicato a mwxqSan Biagio a Lendinara fin dal mwxgXIII secolo, quando ad esso era annesso il convento degli mwxwUmiliati. La facciata è caratterizzata dalle quattro colonne del pronao che sostengono il frontone decorato da statue ai vertici. Le due ali laterali sono delimitate da ampie arcate a pieno centro. Da una di queste si erge il mwyacampanile risalente al mwyqXVII secolo. L'interno è diviso in tre navate e modulato da imponenti colonne. Gli altari laterali sono decorati con pale di autori come mwygGregorio Lazzarini, mwywAntonio Zanchi e mwzaAndrea Vicentino. L'altar maggiore contiene sculture di artisti lendinaresi. Vi sono anche affreschi dell'mwzqAldiverticite-ref-galetti-11-0[11].
• mw0wChiesa di Sant'Agata. Fondata nel 1486 per il convento delle mw1amonache benedettine cassinesi e dedicata a mw1qSant'Agata. Dopo svariate vicende la chiesa è stata affidata ai mw1gfrati Cappuccini che ne hanno cambiato la dedicazione da Sant'Agata a San Francesco. La chiesa è a navata unica, ritmata da paraste di ordine ionico ed ha un profondo presbiterio ai lati del quale sono presenti due ambienti adibiti a coro. La facciata a due spioventi viene delimitata da lesene ed è dotata di un rosone centrale e di un portale architravato con portico, aggiunto nel Novecento. All'interno la chiesa contiene numerose opere pittoriche.
• mw2aChiesa di Sant'Anna (o anche chiesa di Santa Maria e Sant'Anna). La chiesa di mw2qSanta Maria e mw2gSant'Anna che sorge in una suggestiva piazzetta venne edificata nel 1433 per volere di Anna Bollato Falconetti. Nel mw2wXVI e mw3aXVII secolo era presente presso la chiesetta un convento di mw3qSuore Benedettine. Nel 1799 venne occupata dai Russi che vi celebravano i riti ortodossi. La chiesa venne restaurata nel mw3gXIX secolo per volere e sotto la sovrintendenza di mw3wGaetano Baccari. La facciata in mattoni a vista venne, poi, rinnovata negli mw4aanni trenta del mw4qXX secolo. L'interno consiste in una navata unica con due piccoli cori e due altari ai lati del presbiterio. Sull'altar maggiore è posta una tela del 1816 di Giovanni Baccari dedicata a mw4gMaria Vergine che porge il Bambino a Sant'Anna, San Giuseppe, San Gioacchino, e San Iacopo. Sull'altare di sinistra è collocata un'opera di un anonimo pittore tardomanierista raffigurante mw4wLa chiamata di San Matteo. Sull'altare di destra, invece, è presente l'interessante tela di ispirazione fortemente mw5acontroriformista mw5qMadonna del Carmine che appare a Santi, re, doge e anime del Purgatorio (1614 ca.) di mw5gAndrea Vicentino.
• Chiesa di San Giuseppe. La piccola chiesa sorge a pochi passi dal mw6aduomo di Santa Sofia. Venne costruita intorno al 1500 ed inizialmente venne dedicata a Santa Maria delle Grazie. Fu sede della Confraternita dei Flagellanti. Finita in degrado tanto da diventare un fienile venne messa all'asta per poi essere acquistata e restaurata da mw6qFrancesco Antonio Baccari che la fece ornare con pitture e vi pose preziose reliquie donategli da mw6gpapa Leone XII. Nel 1822, dedicata al transito di San Giuseppe, venne riaperta al culto come battistero del mw6wduomo. All'interno della chiesa sono presenti copie di dipinti di scuola bolognese e romana del mw7aXVIII secolo realizzate da artisti dell'mw7qAccademia nazionale di San Luca, la tela raffigurante il transito di San Giuseppe (1820) e l'ovale con mw7gSan Vincenzo de' Paoli entrambi opere di Andrea Pozzi nonché le quadrature e le pitture murali raffiguranti mw7wLa fuga in egitto e la mw8aPresentazione di Gesù al tempio (1822) opere del pittore veneziano Giovanni Fassini.
• mw8gChiesa di San Rocco. Poco fuori dall'abitato lungo la strada che conduce a Rasa si trova la chiesa di mw8wSan Rocco. Venne costruita nel 1516 per volere del Consiglio Comunale come ringraziamento a mw9aSan Rocco per lo scampato pericolo della mw9qpeste del 1511. Era annesso alla chiesa un convento di mw9gfrati Serviti. Tra il 1923 e il 1927, divenuta di proprietà comunale, divenne mw9wSacrario dei Caduti della mw-aprima guerra mondiale. All'esterno venne recuperato l'aspetto cinquecentesco mentre l'interno venne decorato con le pitture murali mw-qStorie della guerra del veronese Angelo Zamboni. Dove un tempo sorgeva il convento si trova oggi il suggestivo parco "delle Rimembranze". Nei pressi della chiesa si trova uno storico mw-gplatano di grandi dimensioni a cui la popolazione è molto legata. Viene chiamato dai cittadini mw-w"l'alboron de San Rocco" ed è uno dei simboli della città.
• mw-qOratorio di Sant'Antonio da Padova. Modesto edificio nelle dimensioni e nell'aspetto,caratterizzato dalla semplice mw-gfacciata a capanna impreziosita ai suoi lati dalla presenza di due mw-wcampanilini, sorge in località via Valli a qualche chilometro a sud del centro dell'abitato, ai margini dell'arteria stradale che collega Lendinara a mwaqaSan Bellino.
• mwaqiChiesa di Sant'Andrea Apostolo a Rasa
• mwaqqChiesa di San Barnaba Apostolo a Saguedo
• mwaqyChiesa di San Giacomo Apostolo a Ramodipalo
• mwaqgChiesa di San Nicola Vescovo a Barbuglio
• mwaqoChiesa del Patrocinio di San Giuseppe, in origine con dedicazione a San Giuseppe e Santa Caterina, nella frazione di Molinella
Architetture civili
Palazzo Pretorio
Si tratta di uno dei più antichi edifici estensi nel mwarmPolesine, esso infatti risale alla fine del Trecento. Nacque come mwarqcastello, sede civile e militare dell'mwaruautorità estense, in un primo tempo, ed in seguito veneziana. È costituito dalla mwarytorre Maistra, alta 25 metri, e da un edificio più basso dotato di merli e di un grande portale. Venne utilizzato in tempi più recenti come carcere, tanto da essere spesso chiamato dai cittadini col termine "'e presón". Oggi è sede dell'annuale mostra di mwarcpresepi che attira appassionati e devoti della zona e non solo. All'interno, in quella che probabilmente era la cappella del palazzo, si trova un affresco raffigurante la Madonna in trono col Bambino (1509) attribuito a Boccaccio Boccaccini. Vi dipinse pure l'mwaroAldiverti, all'inizio del XVII secolocite-ref-galetti-11-1[11].
Palazzo Comunale
Eretto anch'esso dagli mwasyestensi nel mwascXIV sec., è sede del Municipio di Lendinara. La facciata in laterizio è divisa in due piani: quello inferiore consiste in un porticato ad arcate sorrette da colonne di marmo mentre il piano superiore è scandito da quattro finestre rettangolari. Tra le due finestre centrali è collocata una nicchia con una statua della mwasgMadonna col Bambino (mwask1618) che riprende il simulacro della Beata Vergine del Pilastrello. Nel mwasoSeicento al Palazzo Comunale venne annesso l'adiacente edificio del Monte di Pietà del mwass1501. All'interno del palazzo si trova la "sala canoziana" nella quale si può ammirare la grata monacale lignea ad intaglio e traforo (mwasw1447 ca.) realizzata in stile gotico dai celebri fratelli lendinaresi Lorenzo e mwas0Cristoforo Canozzi. Nella sala si trova anche l'interessante carta topografica di Lendinara di Gaspare Mazzante, risalente al mwas41690. Al piano inferiore si trova lo storico Caffè Maggiore che dà sulla loggia del Palazzo.
mwataTorre dell'Orologio
Anticamente questa torre era una delle entrate della città-castello. Venne trasformata in mwatitorre campanaria e dotata di un grande orologio solo nel mwatmSeicento. È caratterizzata da una struttura quadrangolare, divisa in quattro piani ed è munita di merli. La porta è realizzata con un arco a sesto acuto.
Palazzo Ca' Dolfin-Marchiori e giardino romantico
Edificato nel mwatsCinquecento, forse su progetto di mwatwVincenzo Scamozzi, allievo del mwat0Palladio, è dotato di un ampio parco in stile romantico sul retro, nato dall'inventiva di Domenico Marchiori, pittore e poeta. Entrambe le facciate dell'edificio sono caratterizzate dalla presenza di numerose finestre architravate e a tutto sesto. È presente inoltre un elegante poggiolo a balaustra dal quale si affacciò mwat4Giuseppe Garibaldi per parlare alla folla nel mwat81866. Ma il palazzo annovera tra i suoi ospiti illustri anche il poeta mwauaUmberto Saba. Il parco è caratterizzato da una serie di canali, laghetti ed edifici in stile eclettico con riferimenti fantastici a realtà lontane. Ogni anno vengono organizzate visite guidate nel parco e sono state fatte anche delle escursioni naturalistiche notturne per conoscere la fauna del luogo. Il grande giardino infatti ospita mwauelucciole, mwauipicchi, mwaumpipistrelli, mwauqupupe, mwauumartin pescatori, mwauynitticore e mwaucaironi cinerini.
Palazzo Boldrin
Il mwauopalazzo Boldrin fu realizzato in stile ferrarese nella prima metà del mwausXVI secolo per volere del cavaliere della mwauwSerenissima Vincenzo Malmignati, mwau0Palazzo Boldrin è sede della Biblioteca Comunale, fondata nel mwau41787. È alle porte la trasformazione del palazzo nella Cittadella della Cultura che comprende oltre alla Biblioteca Comunale il mwau8Museo del Risorgimento di Lendinara. La facciata semplice e lineare, è organizzata in due ordini: il registro inferiore è caratterizzato da un alto zoccolo e da un grande portale ad arco sormontato dallo stemma della famiglia. L'ordine superiore viene delimitato da un cornicione dentellato e da una cornice marcapiano ed è caratterizzato dalla presenza di una classica loggia in marmo con poggiolo a balaustra, da un elegante trifora e da un cornicione in cotto. Un tempo la facciata era decorata anche da affreschi probabilmente dello mwavaZelotti, che però oggi appaiono molto degradati.
Teatro Ballarin
Costruito nel mwavgXV sec. dagli mwavkEstensi, inizialmente era un deposito di vettovaglie. Veniva, infatti, chiamato "granaron" dalla popolazione. Solo nell'mwavoOttocento venne ristrutturato e trasformato in teatro secondo il progetto di Antonio Foschini, architetto autore anche del teatro comunale di Ferrara. Dopo anni di abbandono e il rischio di essere abbattuto, negli ultimi anni è stato ristrutturato completamente ed oggi si presenta con tutta la sua eleganza nella suggestiva piazzetta in riva al fiume.
Palazzo Cattaneo
Il palazzo della nobile famiglia veronese, che ebbe la signoria sul paese fin dall'mwawi870, risale al mwawmCinquecento. L'interno del palazzo è caratterizzato dal tradizionale schema veneziano con saloni centrali e stanze ai lati. Nel piano nobile le pareti sono decorate con affreschi che raffigurano scene di vita quotidiana e temi agresti. Vennero realizzati nel mwawq1715 da G. Boschetti di Udine.
Palazzo Malmignati
Il mwawwpalazzo Malmignati è collocato lungo la riviera destra del fiume mwaw0Adigetto. Venne fatto edificare nel settecento dalla nobile famiglia ferrarese dei Malmignati. La facciata principale è scandita da cornici marcapiano in cotto e da molte finestre architravate disposte in modo simmetrico sui vari piani. Sul tetto è possibile notare quattro eleganti camini settecenteschi dotati di cupola in marmo. All'interno del palazzo, a pianta rettangolare, si trovano grandiosi saloni. Originariamente il palazzo e le adiacenze erano circondati da mura. Il giardino all'italiana ora si presenta con quattro aiuole verdi con al centro uno specchio d'acqua.
Palazzo Perolari-Malmignati
Si affaccia da destra sull'mwaxuAdigetto anche Palazzo Perolari-mwaxyMalmignati. Questo palazzo, di tipologia ferrarese, risale al mwaxcXVI sec.. Dal mwaxg1923 è di proprietà del Comune al quale venne donato insieme al ricco archivio privato che conteneva. È caratterizzato da una facciata imponente dotata di un alto portone ad arco delimitato da bugnato in rilievo e pietra d'Istria, che si stacca dalle ali laterali in laterizio. La facciata posteriore, invece, è completamente in laterizio e si presenta più articolata. Vi si colloca un portale a tutto sesto sormontato da tre aperture centrali con poggiolo tra due finestre architravate. Oggi è sede di varie associazioni e in quello che era il terreno retrostante la villa si trovano gli impianti sportivi di Lendinara.
Casa dei Mario
In via del Santuario si trova la casa dove visse e morì mwaxsAlberto Mario. Sulla facciata si trova una lapide che lo ricorda ed una seconda con un medaglione in bronzo, opera del melarese Policronio Carletti, che testimonia la generosità della moglie mwaxwJessie White nel donare alla Società Operaia Maschile di Mutuo Soccorso il brolo di casa Mario al fine di costruire le prime case operaie.
Arco del mwax8Castel Trivellin
Porta d'accesso alle antiche mura cittadine, ora scomparse, nei pressi dell'mwayeAdigetto.
Monumenti
• Busto di mwazeGiuseppe Garibaldi, opera del lendinarese Antonio Saccomani (1883)cite-ref-13[13]
• Monumento ai Caduti della mwabcResistenza (mwabgIl fucilato), opera di mwabkPericle Fazzini (mwabo1945).cite-ref-18[18]
• Monumento a mwacaSan Francesco d'Assisi, opera di mwaceNeri Pozza, inaugurato nel mwaci1951.cite-ref-19[19]
• Monumento ai mwacgBersaglieri (mwack1998)
• Cippo a mons. Ennio Giusberti (mwacw2003)
• Cippo al mutilato e invalido di tutte le guerre (mwac42003)
• Monumento al mwadaDonatore di sangue (mwade2005)
• Monumento ai mwadmCaduti di Nasiriyya, opera di Emidio Sturba e Giuseppe Straccia (mwady2015)
Vari capitelli, edicole e sacelli, dedicati al culto popolare, sono dislocati lungo le vie principali e di campagna.cite-ref-20[20]
Società
Evoluzione e statistiche demografiche
Abitanti censiticite-ref-21[21]
Al 1º gennaio mwaeg2010 la popolazione residente, pari a mwaek12 247 abitanti, era così distribuita in base al sesso:
• maschi: 5874 (47,96%)
• femmine: 6373 (52,04%)
In base all'età:
• 0-14 anni: 1520 (12,41%)
• 15-64 anni: 7786 (63,57%)
• oltre i 65 anni: 2941 (24,01%)cite-ref-22[22]
Etnie e minoranze straniere
Al 31 dicembre mwafg2018 la popolazione straniera residente, che ammontava a mwafk1 136 abitanti (9,76% del totale), era così distribuita in base al sesso:
• maschi: 535 (47,10%)
• femmine: 601 (52,90%)cite-ref-stranieri-23-0[23]
Popolazione residente in frazioni e località abitate
In occasione del 14º Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni del 2001 la popolazione era così distribuita nel comune, nelle frazioni e nelle località abitate:
• Barbuglio: 48 abitanti
• Cavazzana-Santa Lucia: 65 abitanti
• Lendinara: mwahq7 425 abitanti
• Molinella: 52 abitanti
• Ramodipalo Rasa: 652 abitanti
• Sabbioni centro: 112 abitanti
• Saguedo: 316 abitanti
• Treponti: 79 abitanti
• Villanova del Ghebbo - Valdentro: 307 abitanti
• Arzarello I: 55 abitanti
• Arzarello II: 57 abitanti
• Arzarello III: 12 abitanti
• Arzarello V: 21 abitanti
• Boaria Rosine: 19 abitanti
• Ca' Mignola Bassa: 25 abitanti
• Campomarzo: 38 abitanti
• Canton: 50 abitanti
• Capitello Rasa: 25 abitanti
• Capitello Rasa I: 21 abitanti
• Capitello Rasa II: 20 abitanti
• Capitello Valdentro: 44 abitanti
• Caselle Provinciale: 17 abitanti
• Crosara: 22 abitanti
• Crosara I: 17 abitanti
• Crosara II: 17 abitanti
• Fossello: 60 abitanti
• Lama: 46 abitanti
• Pajarola: 26 abitanti
• Rosa-Lendinara: 28 abitanti
• Sabbioni Alti I: 28 abitanti
• Sabbioni Alti II: 86 abitanti
• San Lazzaro: 19 abitanti
• San Lazzaro Provinciale: 55 abitanti
• Viazza: 21 abitanti
• mwajuCase sparse: mwajy2 288 abitanticite-ref-24[24]
mwajwDati Ufficiali Istat[mwaj0mwaj4Istituto nazionale di statistica]
Cultura
Istituti culturali
L'interno di mwakiPalazzo Malmignati-Boldrin accoglie dal 1955 l'Ente Morale Istituzione Brunetto Boldrin, dal 1972 la biblioteca comunale "G. Baccari" e dal 1990 l'Archivio Storico Comunale oltre a diversi archivi di famiglie nobiliari. L'Archivio Storico Comunale conserva materiale per lo più successivo al 1809, anno in cui il popolo mise a ferro e fuoco, a causa delle continue tassazioni, l'edificio in cui era conservata la maggior parte della documentazione. Restano alcuni registri, atlanti e alcune sporadiche carte antecedenti a quell'anno. Ciò nonostante l'Archivio contiene quasi 4000 pezzi. Assieme al corposo archivio comunale sono conservati archivi privati come quelli della famiglia Malmignati e quello di mwakmGiuseppe Marchiori. La Biblioteca Comunale, intitolata a mwakqdon Gaetano Baccari, è situata al piano nobile dell'edificio e contiene all'incirca mwaku24 000 volumi. Costituita inizialmente dai mwaky7 000 libri raccolti da don Gaetano Baccari e donati alla cittadinanza, si è arricchita con altre donazioni di intellettuali lendinaresi. È una biblioteca in continua evoluzione, tesa ad accogliere in particolare studi di storia locale, letteratura per ragazzi e una consistente sezione storico artistica oltre ai nuovi successi letterari. Di particolare importanza sono mwakcLa Gerusalemme liberata del mwakgTasso stampata a mwakkVenezia da G. B. Albrizzi, contenente 95 incisioni realizzate su disegni di mwakoPiazzetta, e gli mwaksStatuti della città di mwakwVerona risalenti al mwak01475. La biblioteca conserva altri 19 mwak4incunaboli e 837 mwak8cinquecentine.
Eventi
• Fiera di Lendinara - settembre lendinarese, 360ª edizione
• Fiera di San Marco, 405ª edizione
• Festival Internazionale "Il suono e gli strumenti di Domenico Montagnana", 7ª edizione
• "Lendinara tra storia, arte e devozione", visite guidate in città
• "L'arte del Presepe", 10ª edizione
• Premio Letterario Internazionale Città di Lendinara "L'Arcobaleno della Vita", 10ª edizione
• Stagione di prosa - Teatro Comunale Ballarin
• Rievocazione storica "Arriva Garibaldi"
Radio
A Lendinara ha avuto sede tra gli anni '70 ed '80 una delle prime emittenti libere del Veneto: Radio Lendinara, FM 89,5 MHz, con sede in piazza del Risorgimento 11. Nella città, inoltre, veniva trasmessa dalla parrocchia di San Biagio "Radio Kolbe", la radio della mwalwDiocesi di Adria-Rovigo sulla frequenza di 98,400 MHz. Venivano trasmessi alternativamente i programmi di Radio Kolbe e le sante messe della parrocchia, dal 2020 le trasmissioni sono state interrotte.
Infrastrutture e trasporti
Strade
Lendinara è dotata di una propria uscita sulla mwamaSS434 Transpolesana che la collega con mwameVerona e mwamiRovigo; l'uscita, situata a pochi km dal centro della città, è raggiungibile percorrendo la SP 17. Facilmente raggiungibile è anche l'mwammAutostrada A31 Valdastico Sud che, nei pressi di mwamqBadia Polesine, si connette con la SR88 e con la mwamuTranspolesanacite-ref-25[25]. È inoltre possibile raggiungere mwamoRovigo anche attraverso la mwamsSR88 Rovigo - Badia Polesine. Lungo questa strada, poco prima del mwamwcapoluogo di provincia, è disponibile l'uscita mwam0Rovigo dell'mwam4Autostrada A13 Bologna - Padova.
Ferrovie
Lendinara dispone di mwanmpropria stazione ferroviaria che si trova sulla mwanqlinea Verona - Legnago - Rovigo. È disponibile il collegamento diretto con i comuni di mwanuBadia Polesine, mwanyBovolone, mwancButtapietra, mwangCastagnaro, mwankCerea, mwanoCosta di Rovigo, mwansFratta Polesine, mwanwIsola della Scala, mwan0Legnago, mwan4Rovigo, mwan8Verona e mwaoaVilla Bartolomea.
Autobus
Sono presenti nel territorio di Lendinara diverse fermate degli autobus il cui servizio viene effettuato da mwaomBusitalia Veneto. È disponibile il collegamento diretto con: mwaoqBadia Polesine, mwaouBaruchella, mwaoyCalto, mwaocCastelmassa, mwaogCeneselli, mwaokFerrara, mwaooFicarolo, mwaosFiesso Umbertiano, mwaowFratta Polesine, mwao0Gaiba, mwao4Lusia, mwao8Melara, mwapaMonselice, mwapeOcchiobello, mwapiOstiglia, mwapmPadova, mwapqPincara, mwapuRovigo, mwapySalara, mwapcStienta, mwapgTrecenta, mwapkVilla Estense e mwapoVillanova del Ghebbo.
Fiumi e canali
I fiumi principali sono il mwap0Naviglio Adigetto, che divide in due la città, e il fiume mwap4Adige, che ne lambisce il territorio nei pressi delle frazioni Campomarzo e Barbuglio. Sono presenti, inoltre, nel territorio comunale altri canali e scoli di minore importanza.
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1995 | 1999 | Piero Bassani | Lista civica | Sindaco | |
| 1999 | 2004 | Piero Bassani | Lista civica ( centro-destra ) | Sindaco | |
| 2004 | 2009 | Alessandro Ferlin | Lista civica (centro-destra) | Sindaco | |
| 2009 | 2014 | Alessandro Ferlin | Lista civica (centro-destra) | Sindaco | |
| 2014 | 2019 | Luigi Viaro | Lista civica (centro-destra) | Sindaco | |
| 2019 | 2024 | Luigi Viaro | Lista civica (centro-destra) | Sindaco | |
| 2024 | in carica | Francesca Zeggio | Lista civica (centro-destra) | Sindaco | |
Ex frazioni
Sport
Impianti sportivi
• Campo sportivo "Perolari"
• Campo sportivo presso la parrocchia di Santa Sofia
• Campo pportivo presso frazione di Saguedo
• Palazzetto dello Sport
• Tennis club Lendinara
• Palestra presso la Scuola primaria "F. G. Baccari"
• Palestra pressoo la Scuola primaria paritaria Istituto parrocchiale "Immacolata"
• Palestra presso la Scuola secondaria di I grado "A. Mario"
• Palestra presso la parrocchia di San mwarcBiagio
Associazioni sportive
Calcio
L'U.S.D. Lendinarese è nata nel mwars1946 ed attualmente milita nel campionato di mwarwterza categoria. La Lendinarese ha partecipato durante la sua lunga storia al campionato nazionale di Serie D, durante il campionato 1996/96, classificandosi al 16º posto con 31 punti del girone D, retrocedendo al campionato di Eccellenza. Nelle file della Lendinarese è cresciuto Paolo Dal Fiume, che ha giocato in Serie A con Perugia, Napoli e Udinese, al fianco di grandi campioni come Zico e Maradona.
La mwar4Polisportiva Santa Sofia, nata nel mwar81987, milita nel campionato di mwasaseconda categoria. Partecipa, inoltre, ai campionati giovanili provinciali piccoli amici, pulcini, esordienti e giovanissimi e a quelli regionali nelle categorie giovanissimi, allievi e juniores. Nell'ambito del calcio a 5 femminile milita nel campionato regionale di serie D. La Polisportiva Santa Sofia è affiliata all'mwaseAssociazione Calcio ChievoVerona.
A Lendinara si svolge ogni anno il torneo giovanile "Roberta Reviglio" arrivato alla 17ª edizione. A Lendinara si svolge il torneo a carattere regionale "Città di Lendinara" giunto alla decima edizione ed organizzato dalla USD Lendinarese; il torneo è organizzato per le categorie pulcini, esordienti, giovanissimi, allievi e juniores.
Nella frazione Ramodipalo da molti anni c'è lo Juventus Club, che un tempo si riuniva nel locale adiacente al bar (oggi questo locale è diventato una pizzeria); oggi si riunisce nel bar.
U.S.D. Lendinarese ha cambiato nome è diventata nel 2023 Union Vis Lendinara la quale milita nel campionato di Promozione
Tennis
Il Tennis Club Lendinara, nato nel mwasc1958, è dotato di quattro campi da tennis di cui due coperti nel corso dei mesi invernali, di ampio bar, sala TV e sale da gioco. Si trova nei pressi del Palazzo Perolari-Malmignati. Vi si svolgono corsi per bambini ed adulti nel corso di tutto l'anno, nonché tornei nazionali femminili e maschili.
Pallacanestro
La pallacanestro pianta le proprie radici a Lendinara nei primi anni settanta ed è stata, in seguito, formalmente costituita nel 1985; da allora è stata fatta molta strada. Nella stagione 2010/11 ha partecipato con tre formazioni giovanili ai campionati federali della FIP, trofeo Aquilotti per il minibasket, oltre ai campionati Under 13 ed Under 14 per il settore basket. Nella stagione sportiva 2011/12 sono state allestite quattro squadre, due nel settore minibasket, gazzelle ed esordienti, due nel settore basket, under 14 ed under 15. Nella prossima stagione, 2012/13, il Direttivo societario conta di aggiungere una quinta squadra, sempre nel settore giovanile, ed allo stato questo sarà l'organico: Aquilotti e Scoiattoli per il minibasket oltre ad under 13, 15 e 17 nel settore basket.
Pallavolo
La Polisportiva Città di Lendinara Volley è nata nel 1966 e non ha mai smesso di crescere. Oggi vanta numerose squadre tra cui il minivolley, l'under 13, under 14, under 16, terza divisione, seconda divisione e prima divisione. Negli ultimi anni ha ottenuto ampi successi, tra cui una squadra che ha raggiunto i livelli di serie C.
Rugby
Nel mwas42008 è nata l'A.S.D. Rugby Lendinara che dopo 30 anni ha riportato a Lendinara il mwas8rugby. La squadra lendinarese milita dal 2009 nel campionato nazionale di serie C - C.I.V. Girone 2. nel campionato 2011-2012 dopo solo tre anni di attività si piazza al secondo posto del campionato nazionale, serie C-CIV ed è stata la squadra polesana che ha raggiunto il miglior piazzamento stagionale rispetto alle altre societa del rugby polesano. Inoltre grazie agli ottimi risultati, l'interesse del rugby a Lendinara suscita sempre più interesse e curiosita da parte dei cittadini, e dal 2012 inizia anche con settore junior, dove sta lavorando con bambini under 6-8-10-12-14 e 16.
Podismo
Il Gruppo Podistico Città di Lendinara organizza nella città ogni anno una corsa competitiva chiamata "Circuito degli assi", arrivata alla 5ª edizione, ed una camminata in occasione dell'8 dicembre detta "Caminada dell'Immacolata", arrivata alla 8ª edizione.
Pattinaggio
Il Roller Club Lendinara è stato fondato nel mwatq2001. Gli atleti di questa società di pattinaggio praticano agonismo e partecipano ai vari Campionati della mwatuFIHP a livello Provinciale, Regionale e Nazionale, oltre ai vari trofei in giro per l'Italia. Oltre all'agonismo il Roller Club propone una scuola di Pattinaggio artistico.
Tchoukball
L' A.S.D. Lendinara Tchoukball, nata il 9 settembre mwatg2009, è una società sportiva molto attiva nel territorio comunale nell'organizzazione di eventi e nella diffusione scolastica. Dal punto di vista agonistico partecipa al campionato italiano di serie A con i Lendinara Celtics, e al mwatocampionato italiano di serie B di mwatsTchoukball con la squadra dei Lendinara Dragons. Tra le sue file presenta inoltre i Lendinara Wolves, squadra giovanile under 15, campione d'Italia di categoria nella stagione 2021-2022
Ciclismo
La società sportiva Libertas Ramodipalo-Rasa, fondata nel mwat41927, è la più antica società sportiva attualmente operante a Lendinara. Oggi partecipa a raduni cicloturistico - amatoriali ed organizza gare per dilettanti.
Karate
Motori
L'A.S.D. "Tre valli" organizzava a Ramodipalo ogni anno una tappa del campionato italiano di mwauqTractor Pulling. Questi eventi attiravano migliaia di appassionati dal triveneto e dall'Emilia-Romagna. L'associazione organizzava anche altri eventi motoristici riguardanti mwauuquad, formula driver, car cross e gimkane trattoristiche. La prima edizione fu nel 2004 e l'ultima nel 2012. Negli anni seguenti e fino al 2016 sono state fatte alcune corse "Stock Car Cross" sul terreno che veniva usato per il Tractor Pulling. In seguito, dati gli elevati costi di gestione, non è stata più fatto alcun evento motoristico.
Note
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cite-note-2525. ↑ mwa6ymwa6cmwa6gAutostrada A31 - Inquadramento territoriale, su mwa6ka31sud.it. mwa6oURL consultato l'11 agosto 2010 mwa6s(archiviato dall'mwa6wurl originale il 24 agosto 2010).
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Bibliografia
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• Pier Luigi Bagatin, mwa8kL'arte dei Canozi lendinaresi, Lint, Trieste, 1987
• Pier Luigi Bagatin, Paola Pizzamano, Bruno Rigobello, fotografia di Antonio Guerra, mwa8sLendinara: notizie e immagini per una storia dei beni artistici e librari, Canova Edizioni, Trieste, 1992
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• Sergio Garbato, mwa9uIl Teatro Ballarin di Lendinara, Tipografia Litografia lendinarese, Lendinara, 1994
• Elisabetta Baesso, Pier Luigi Bagatin, Fabrizio Bertagnon, Antonella Brandalese, Antonio Guerra, Anna Matterazzo, Antonella Paparella, Valeria Spiazzi, mwa9cVolti di Lendinara - Contributi per una storia urbanistica della città, Tipografia lendinarese Editrice, Lendinara, 2002
• Pier Luigi Bagatin, mwa9kLe pitture lignee di Lorenzo e Cristoforo da Lendinara, Antilia, Treviso, 2004
• Zoppellari Rodolfo, mwa9sStudio sul regime di Tartaro e Canalbianco, Tipografia Vincenzo Bardellini, Legnago, 1897
• citerefcammilleriRino Cammilleri, Tutti i giorni con Maria, calendario delle apparizioni, Milano, Edizioni Ares, 2020, ISBN 978-88-815-59-367.
Voci correlate
• mwa-aProvincia di Rovigo
• mwa-oRepubblica di Venezia
• mwa-wReggimenti veneziani
• mwa-4Adigetto
• mwa-aAdige
Altri progetti
Altri progetti
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• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Lendinara
Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.lendinara.ro.it.
• mwa-cScheda di Lendinara su www.comuni-italiani.it, su comuni-italiani.it.
• mwa-kScheda di Lendinara su italia.indettaglio.it, su italia.indettaglio.it.